Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti
Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.
RECENSIONE N. 20
Titolo = VERSO CASA
Autore = PAT BARKER
Editore = EINAUDI
Genere = ROMANZO
Una rilettura romanzata di una catabasi omerica: il ritorno del re Agamennone in patria, dopo un’assenza di dieci anni causata dalla guerra contro Troia. Non è un ritorno tranquillo, così come tranquilla non è stata la partenza. Giustizia e vendetta si fondono, si impastano, si rincorrono, si sostituiscono, si unificano, si separano in un sugo di angosce, di odio, di sangue.
«Giustizia, vendetta. Chiamatela come volete: il risultato non cambia; rimane un privilegio dei ricchi e dei potenti». Così è scritto nella terzultima pagina del romanzo. E sono parole della narrante, Ritza, ancella di Cassandra.
Cassandra, sposa di Agamennone, non è Penelope, che attende per vent’anni il ritorno di Ulisse; di quest’ultima sappiamo del celebre stratagemma escogitato per non cedere alle lusinghe dei Proci e restare fedele all’amato sposo. Qui, invece, c’è una catena di eventi sanguinosi, orrendi e devastanti. Al delitto, già macabro, compiuto da Agamennone prima di partire (Calcante ha suggerito al re di sacrificare la giovane figlia Ifigenia agli dèi per ottenere vento e mare favorevoli alla spedizione; e Agamennone obbedisce, uccidendo la figlia), si affianca il delitto-castigo premeditato per dieci anni da Clitennestra: «Lui deve morire»; e lo attua. Poi si aggancia l’altro macabro anello: l’uccisione della regina da parte dei due figli, Oreste ed Elettra, per vendicare l’assassinio del padre.
Incisiva l’indagine del sottosuolo umano operata dall’autrice; il tutto visto forse in maniera eccessivamente manichea, ma via… È un interrogare l’ieri per capire l’oggi? Forse. Perché non è raro che l’analisi del passato (che non è mai neutro) insegni a supportare e/o sopportare l’adesso.
Allora questo libro dell’ormai anziana scrittrice inglese non è un pastiche di favole inventate ma inutili, anche se belle. Il trascorso, corrosivo e tormentato, può essere apologo e parabola del vivere di sempre, e perciò anche di oggi.
L’autrice ha la capacità di sollevare il velo che cela retropensieri inconfessati e inconfessabili. L’ovvio non trova casa nella narrativa della Barker; lei occupa anzi uno spazio che quasi tutti gli scrittori evitano: la rilettura del passato, perché «il ricordare giova» (Meminisse iuvabit). E poi, come diceva Italo Calvino, «Il classico è quello che non muore mai».
Il libro presentato è lo svolgimento di un tema e potrebbe avere per titolo una frase che si incontra nel romanzo: «Con quanta rapidità, con quanta facilità un individuo può diventare una cosa». Perché così fu. Perché così è. Perché così sarà? Speriamo di no!




