Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°19 “Stiamo tornando al Medioevo” – Giuseppe Sergi

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 19

Titolo = STIAMO TORNANDO AL MEDIOEVO
Autore = GIUSEPPE SERGI
Editore = LATERZA
Genere = STORIA

Lezione di Medioevo: scientifica, vera; non storiella leggendaria, di quelle redatte per far piacere ai bambini. Autentica storia di un’epoca affascinante e maltrattata. Maestro è un grande specialista in materia, già docente di Storia medievale all’Università di Torino.

Il titolo è polemico: è la frase “indulgenziata” di chi vuol dire, vivendo in tempi grami, che “stiamo tornando alla barbarie del Medioevo”, ai tempi cupi di un’epoca che si pensava terminata… e invece no! Ci si ricasca sempre. Medioevo: mille anni di storia ridotti a favoletta; magari suggestiva, ma falsa.

«Stiamo tornando al Medioevo»: è una frase fatta che, in quanto tale, dovrebbe infastidire tutti; ma è evidente che dispiace soprattutto a chi il Medioevo lo studia e tenta di insegnarlo. La si legge o la si ascolta ogni giorno». È questa l’espressione risentita dell’autore, che apre il libro. Ma già aveva irritato tanti studiosi, e soprattutto il più grande medievista del Novecento, Marc Bloch.

“Secoli bui”: così si definisce sbrigativamente un periodo di mille anni. Momenti d’ombra sono caratteristica di tutte le epoche, anche delle più gloriose. Ma quanto splendore c’è nel Medioevo, se lo si analizza con obiettività e onestà! È il periodo della grande architettura ecclesiastica: prima romanica e poi gotica. Le sontuose cattedrali: Venezia e Siena (fine dell’XI secolo), Orvieto e Firenze (fine del XIII), Milano (fine del XIV). E quella “Piazza dei Miracoli” di Pisa (D’Annunzio ha azzeccato nel battezzarla così): sembra un incredibile fotomontaggio; e invece no, è vera, reale.

E poi lo scatenarsi della pittura; artisti che si staccano dal passato e avanzano autonomi, talora rivoluzionari. Riempiono le chiese di affreschi, quella “Biblia pauperum” che ha incantato, incanta e incanterà il mondo intero. Altro che Medioevo scadente tra due titaniche epoche!

E pensare che fu il grandissimo Petrarca a dare questo nome dispregiativo al periodo: colpa di un improvviso e momentaneo colpo di miopia? Però il “nomignolo” è rimasto, come un insulto; e resta nell’immaginario collettivo come qualcosa da occultare, quasi fosse una vergognosa disgrazia di famiglia.

Sergi, con un tono un po’ risentito (e ha ragione), ma con argomentazioni convincenti, smantella il castello di accuse: ingiuste.

E non è il solo. Hanno cominciato a restituire la giusta dimensione al periodo gli storici francesi del Novecento (quelli dell’“École des Annales”), seguiti a ruota dai medievisti europei e, nello specifico, da quelli italiani.

Libro da leggere, per rettificare, forse, certe idee che anche noi ci portiamo dietro come eredità scolastica; ma falsa.