Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°17 “La rotta delle stelle” – Cristina Caboni

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 17

Titolo = LA ROTTA DELLE STELLE
Autore = CRISTINA CABONI
Editore = GARZANTI
Genere = ROMANZO

È la storia di Marigold Icardi: affermata ballerina del Royal Ballet di Londra, già scritturata per la Scala di Milano, meta suprema di ogni orchestrale e danzatore. Di famiglia benestante, forse di ascendenza nobiliare, gli Icardi, originari della Liguria, si sono trasferiti in tempi lontani in Sicilia; ed è lì che si ambienta tutta la storia.

Marigold è senza famiglia da quando era bambina: unica sopravvissuta a un terribile incidente stradale in cui sono morti i genitori. Ma non resta sola: ha uno zio straordinario, scapolo, che si è preso cura di lei. Tenerissimo, la ama come una figlia: è zio Domenico, uomo di valore, stimato da tutti (è medico e sindaco del paese). E poi la disciplina severa del balletto ha insegnato a Marigold ad affrontare i problemi che la vita presenta: «Era capace di affrontare le giornate scure».

Ma un incidente di percorso interrompe la serie di applauditi successi e tutto si sgretola. Durante un balletto di impegnativa esecuzione si procura una frattura al piede. Quindi: stop prolungato; operazione, post-operatorio, lunga riabilitazione… Soprattutto il “dopo”, con l’angosciante quesito: «Tornerò come prima?». E poi il collega di ballo, Oscar, che lei supponeva suo amico, si rivela un individuo di volgare opportunismo.

Dopo i giorni felici dei trionfi si affacciano giorni stanchi, opachi, luttuosi. La povera Marigold rimane sola con il suo dolore di menomata, con il rischio di una carriera distrutta, con un domani inesistente o, per lo meno, inconsistente.

Ma c’è il caro e amato zio Domenico, sempre disponibile. E allora ritorna in Sicilia, e lo zio l’accoglie con la tenerezza di sempre; per lei ha inventato un nome di struggente affetto: Calendula.

Trova anche amicizia in un gruppo di donne che ama passare ore nella natura. Trova “amicizia” in un cucciolo di delfino che lei ha liberato, tra gli scogli, da una rete di plastica. Trova l’interesse affettuoso di un giovane americano che studia il canto delle balene: tutti elementi che l’aiutano, pur piagata, a non piegarsi.

Ma incontra anche il veleno del sospetto — che anzi, per molti, è certezza — di un sinistro segreto che avvolge la famiglia Icardi, legato al nonno Ruggero (non parlo di questa cappa pesante che grava sulla famiglia, per dare più gusto a chi leggerà il romanzo).

E sarà proprio lei, Marigold, a smantellare la diceria, ad azzerare l’infamia che opprime la famiglia, grazie a un’occasionale scoperta.

Libro immediato e accattivante; semplice nel procedere, però fornito di buona eleganza. Coabitano nelle pagine pochi personaggi, ma tutti di marcata autorevolezza: nessuno inutile, nessuno superfluo.

Dal contenuto risalta un’idea di fondo: la persona non è solo anagrafe civile o codice fiscale; è (o può essere, perché non sempre lo è) un magma affascinante, sovente meraviglioso, ma non sempre compreso.

Nota: l’autrice è apicoltrice, così dice la scheda; quindi non sembra una scrittrice a tempo pieno. Allora si può concludere: se tanto mi dà tanto… complimenti a lei; o, come dicono i francesi, «Chapeau!» (tanto di cappello!). Perché il libro è bello.