Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti
Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.
RECENSIONE N. 14
Titolo = STORIA DEL COLONIALISMO ITALIANO
Autore = VALERIA DEPLANO – ALESSANDRO PES
Editore = CAROCCI
Genere = STORIA
Se da piazza Annibaliano (vicinissima al San Leone Magno) guardiamo in direzione nord, troviamo una conformazione toponomastica viaria a forma di croce tau: ha come asta verticale viale Eritrea e viale Libia; per asta orizzontale viale Etiopia e viale Somalia. Attorno, un tessuto irregolare, un groviglio di vie, viuzze, piazze, piazzette, slarghi con nomi strani di città, oasi, laghi, fiumi, battaglie, montagnole ecc… Il tutto pertinente alle nostre ex colonie: Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia. Forma il cosiddetto “Quartiere Africano”, appendice del quartiere Trieste.
Anche l’Italia, dunque, ha avuto nella sua storia questo triste capitolo, fatto di momenti addirittura infami: appropriazione-furto di una “casa” non nostra (il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro definì tale atto un “crimine”); e bombardamenti (provati) con proiettili al fosgene e all’iprite, vietati da tutte le convenzioni internazionali. Ma si sa che la retorica — o meglio, il retoricume — è una marmellata di plastica che non ha data di scadenza: sempre, schifosamente, “buona”. I confini nazionali sono sovente cicatrici della storia. E ogni cicatrice è un’ex piaga… che ha sanguinato a suo tempo.
Il libro ricostruisce le fasi storiche e gli annessi e connessi di questo evento; gli autori sono specialisti della materia (docenti universitari di storia contemporanea).
Tutto è cominciato il 15 novembre 1869, quando la ditta Rubattino di Genova compra la baia di Assab (Mar Rosso, sponde della Somalia). Occhio alla data: siamo due giorni prima dell’inaugurazione del Canale di Suez. Bella mossa commerciale, proprio degna di un genovese, che dimostra (forse) la veridicità del detto latino: “Genuensis ergo mercator”.
Il volumetto (poco più di 200 pagine) è molto interessante e offre un panorama completo di questo capitolo della nostra storia, che è bene ricordare (anche se non è bello ricordare). La matassa dei fatti viene sfilacciata in tanti sottofatti che rendono completi gli eventi, la loro comprensione, e non distraggono.
Il libro è diviso in tre blocchi:
- Colonialismo liberale (ottocentesco e pre-guerra 1915-18);
- Colonialismo fascista;
- Repubblica italiana e la questione coloniale.
Che dire in conclusione? Che un certo tatticismo politico e ideologie erratiche, fornite di armamentario retorico, recitano: sì, però abbiamo fatto strade, ferrovie, reti elettriche; costruito scuole, ospedali, case… Ma per chi? Per i locali (padroni di casa) o per i numerosissimi coloni italiani invasori? Può essere una buona verniciatura per cancellare parole come “arroganza” o “barbarie”; e può essere una excusatio non petita che poi è una accusatio manifesta.




