Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°12

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 12

Titolo = IL DESTINO DI ROMA
Autore = KYLE HARPER
 Editore = EINAUDI
Genere = STORIA

Un altro libro di storia: l’autore è un docente di lettere classiche all’Università dell’Oklahoma. Testo molto interessante, ben documentato e appetitoso nello stile divulgativo.

L’argomento è la decadenza dell’Impero romano (nella sua totalità: Occidente e Oriente) e la successiva caduta: le cause, i causanti, i causati.

Nel registro degli indagati per la caduta di Roma e del suo impero non ci sono più solo forti e violenti barbari, imperatori inetti o arroganti, il cui capriccio si impone come diritto, senatori affaristi, generali scadenti, soldati demotivati a difendere una realtà (l’impero) che non “sentono” più; e soprattutto una società sbandata e smarrita dei veri antichi valori (già staffilata da Tacito)… Anche altri imputati ricevono “avviso di garanzia”: in precedenza molti storici li avevano individuati, ma ora Harper, nel suo libro, li definisce, li denuncia e li “processa”.

Chi sono i “correi”? Sono: il cambiamento climatico, con gravi — gravissimi — disastri naturali (carestie lunghe e conclamate); apocalittiche epidemie (vaiolo, peste bubbonica e/o polmonare), ricorrenti a intervalli ravvicinati; la pressione e l’inclusione di intere popolazioni, vere e proprie migrazioni di popoli: donne, vecchi e bambini.

L’autore presenta una preziosa galleria di ritratti e dimostra, con statistiche, diagrammi e rigore scientifico, la sua tesi, che sintetizza con queste parole: «Il destino di Roma fu portato a compimento da imperatori e barbari, senatori e generali, soldati e schiavi, ma venne parimenti deciso da batteri e virus, eruzioni vulcaniche e cicli solari». Così l’impero, da potenza imbattibile, diventa una larva, un’ombra di ciò che era; tenendo però presente che «il cambiamento storico non è mai né improvviso né netto».

L’optimum climatico coincide con il tempo della grandiosità romana, quello della conquista del mondo di allora (in settecento anni le porte del tempio di Giano, che si lasciavano aperte in tempo di guerra, erano state chiuse solo due volte e per poco tempo); poi le crisi climatiche (l’“anno senza estate”, il 536), le pestilenze e altre concause mettono in crisi tutta la romanità e determinano la successiva valanga-frana: il crollo.

Un’analisi intus et in cute, rigorosa e convincente, profonda. Lo stile divulgativo rende piacevole la narrazione e induce alla riflessione: ritorna alla memoria il verso di Carducci «Passan le glorie umane come fiamma di cimiteri».

Un libro che certamente accresce la nostra cultura… e rinfresca il piacere di leggere.