Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°11

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 11

Titolo  = LA SONNAMBULA
Autore = BIANCA PITZORNO
Editore = BOMPIANI
Genere = NARRATIVA (ROMANZO)

“Le temps revient”. Il motto di Lorenzo il Magnifico (“Il tempo ritorna”) potrebbe essere il sottotitolo dell’opera che qui si presenta. Che è un caso editoriale, perché la stessa autrice si è dichiarata meravigliata dell’esito: uno dei romanzi più venduti in Italia nei primi due mesi del 2026. Merito anche di quello straordinario “editore” che è il passaparola: efficiente anche questa volta!

La scrittrice ha scelto un personaggio protagonista difficile da governare, che le poteva sfuggire di mano, perché rischiava di cadere nel ridicolo, nell’artificioso, nel forzato o nel fiabesco… Non si è verificato. Anche perché, qua e là, ha stemperato la trama, la cui rigidità ipotetica è ammorbidita da un certo umorismo che rende il tutto più naturale.

La strana culla anagrafica del romanzo è un ritaglio pubblicitario del giornale sardo L’Isola del 27-28 agosto 1884. L’esemplare e il ritaglio sono proposti in foto a conclusione dell’opera, con aggiunte informazioni della Pitzorno sulla composizione del libro (vedi pag. 404).

I personaggi: veri e inventati; e i “veri” sono per lo più avi di chi scrive. Devono quindi tirare il carretto del racconto anche i vecchi della famiglia: bisnonni e bisnonne, così come sono, con le loro eccentricità che talora confinano — o sconfinano — nella stravaganza.

Della trama non dico nulla, per rendere più saporosa la lettura. Accenno solamente che si tratta della storia di una “sensitiva-veggente” che, nell’evolversi dei fatti, assume ben quattro identità: si chiama ora Ofelia Rossi, ora Immacolata Gigli, ora Elisa Morelli, ora Ulla (al lettore l’incarico di individuare il vero e legale nome). Dunque siamo di fronte a una realtà magmatica, indecifrabile, solo descrivibile; e chi legge lo scopre gradualmente.

Bella la scorribanda narrativa, non c’è che dire. Si svolge, nella prima parte, a Vibrona (nome inventato, nel Nord Italia) e poi a Donora (alias Sassari), con una breve appendice in Maremma toscana. Qua e là un po’ di pulviscolo storico, tanto per zavorrare leggermente la trama… ma nulla più. L’inventiva prevale e i segmenti della storia della “Sonnambula”, così come l’incastro degli episodi, sono accorpati in maniera accattivante.

Alla fine di tutto il fascio narrativo non si può fare altro che simpatizzare per Ofelia-Immacolata-Elisa-Ulla (che, come si è visto, è la stessa persona), povera naufraga della vita, e sentire sincera comprensione per il cocciuto amore di chi si è sinceramente invaghito di lei: Corrado. Da affermato ingegnere accetta di diventare guitto di un dozzinale circo, pur di convivere con la “Sonnambula”.

Bella la forma dello scritto: piana, di registro comune, ma elegante.