Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°10

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 10

Titolo = I COMPLICI DI HITLER
Autore = RICHARD EVANS
Editore = MONDADORI
Genere = STORIA

La settimana passata ho proposto un romanzo incentrato sui “complici di Hitler”. Forse non erano protagonisti dell’esecrata congrega; di certo deuteragonisti sì… anche se inventati, ma verosimili.

Quello che presento oggi è un libro superlativo, di tutta e sola verità: è la storia del nazismo e dei correi di Hitler.

Si tratta di un libro diluviale: più di seicento pagine; che stanca e fa soffrire per ciò che racconta, ma non per come lo racconta. Perché la verità può far male, ma… è un testo che, al contrario, si divora. È scritto da un docente universitario di storia (Università di Cambridge) e da uno dei maggiori storici, a livello mondiale, del nazismo. Documentatissimo (un centinaio di pagine fittissime di note e bibliografia), l’opera — fornita anche di foto dei torvi personaggi presentati — è divisa in quattro parti, rispettivamente:

  1. Il capo
  2. I paladini
  3. Gli esecutori
  4. Gli strumenti.

La narrazione del losco periodo storico e dei suoi personaggi è di una crudezza che provoca sofferenza; ma è verità, documentata.

L’autore non si distrae mai: squalifica, riga dopo riga, con la freddezza che deve avere lo storico, l’ideologia delirante, la pestilenza hitleriana, nata da pretestuose basi, da deformazioni morali o da una totale amnesia etica. Sfilano, pagina dopo pagina, personaggi brutali, personalità annullate da un’ideologia ubriacante: gente di nessun valore, che mostra i muscoli perché ha le spalle al sicuro (finché le ha al sicuro). Però manifesta anche nullità di cervello; ne sono spia i discorsi e gli atteggiamenti demenziali.

Nell’estate del 1945 la Commissione di controllo pubblicò un rapporto nel quale si descrivono in termini sprezzanti gli “attori” del libro. Vi si legge: «I principali personaggi di questa galassia di pagliacci e delinquenti rinchiusi ad Ashcan, Dustbin e altri centri di detenzione sono talmente grotteschi e insensati che nessuno, se non un asino sei volte, avrebbe potuto sceglierli per governanti».

Purtroppo tutto ciò ha prodotto fatti raccapriccianti, di valenza quasi satanica, che forse il mondo non aveva mai conosciuto.

Bertolt Brecht fa dire al suo Galileo: «Ho paura di un mondo che ha bisogno di eroi»; perché, se servono eroi, significa che il mondo è veramente mal messo. Col nazismo ci volevano legioni di eroi. Forse ci sono stati, se il nazismo è stato sconfitto. E potrebbe essere l’argomento di un “altro” libro; ma questo è un “altro” discorso.

L’opera presentata non è forse adatta a tutti i palati. Ma vale la pena sfogliare e leggere anche quello che Dante definisce «sapor di forte agrume» (Par., XVII).