Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°9

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 9

Titolo = ROMA : LA CITTA’ DEI SEGRETI
Autore = FRANCESCO RUTELLI
Editore = NEWTON COMPTON
Genere = STORIA

Un altro libro su Roma? Un altro contributo alla già abbondante valanga? Beh! La saggezza antica insegna che repetita iuvant, “le cose ripetute giovano” (qualche buontempone ha ridicolizzato maccheronizzando in repetita scocciant). E poi occorre vedere chi propone il nuovo prodotto. Se l’autore è un ex sindaco di Roma (e lo è stato per otto anni), e quindi conosce la città come le sue tasche (per di più appassionato di storia e della sua città); se è un ex ministro della Cultura (e sì)… allora forse le cose cambiano. E dunque, più che un contributo a una “valanga”, è un contributo a un meritevole scavo in una preziosa, preziosissima, inesauribile miniera qual è la storia di Roma, con tutti i “misteri, enigmi e meraviglie” che la città propone.

Si tratta infatti di un libro molto interessante, divulgativo, scritto in maniera elegante e lineare: un registro adatto a tutti.

È un’indagine, un’analisi scientifica di una stratificazione di oltre duemila anni di storia… e che storia! Forse la più ricca del mondo. È anche un’esplorazione dell’oggi, ma soprattutto del sotto-pelle di una città che non lascia mai indifferenti: stupisce chi ci vive, meraviglia chi la visita, la sogna chi non c’è mai stato. La magia di Roma è indubbia!

Bello il richiamo, nelle ultime pagine, al poeta Rutilio Namaziano, che se ne torna nella sua patria, la Gallia, perché Roma sta cadendo in rovina (siamo forse nel 415 d.C.). Scrive nel suo poemetto — interrotto per l’angoscia — versi struggenti di amore per la città che ha amato e ama ancora: «Hai fatto una sola città di ciò che prima era il mondo» (Urbem fecisti quod prius orbis erat); e ancora: «Hai fatto un’unica patria con razze diverse» (Fecisti patriam diversis gentibus unam).

In diciannove capitoli il lettore attraversa una Roma di duemila anni senza stancarsi: visita chiese, piazze, strade, palazzi, quartieri, il tutto sovente sconosciuto. O rivede con occhio nuovo il flavum Tiberim (il biondo Tevere) cantato da Orazio (e Orazio non è il fruttivendolo dell’angolo!).

Il libro è un atto di affetto dell’autore per la sua città. E avvera il noto palindromo: «Roma summus amor».