Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°8

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 8

Titolo = LA CASA CHE ATTENDE LA NOTTE 
Autore = CLARA SANCHEZ
Editore = GARZANTI
Genere = NARRATIVA (ROMANZO) 

La storia si sviluppa in un duplice percorso: la prima parte “normale”; la seconda “paranormale”, per lo meno misteriosa.

Pochi sono i personaggi che passeggiano tra le pagine del romanzo, e ciò rende la lettura più facile. Eccoli.
Leonardo: marito e padre, titolare di un’agenzia immobiliare (partita alla grande anni prima, ora smorta, in gravi difficoltà). È uomo di poche parole, freddo, decisionista di carattere. Parla solo per imporre i propri diktat.
Lira: moglie e madre; insegnante, perennemente stanca e demotivata. Sbugiarda il suo nome, essendo una “lira” scordata e quindi stonata: niente nomen omen, come sentenziano i latini.
Alicia, la giovane narrante: ventenne, babysitter, piena di vita, attenta osservatrice, dedita e coscienziosa nel suo prezioso lavoro, che svolge con convinzione, amando il piccolo Rafael che le è stato affidato.
Irene: sorella di Alicia; personaggio unicamente di supporto.
Rafael: figlio della coppia Leonardo-Lira; il piccolo dallo sguardo fulminante che incute soggezione. Ha solo nove mesi: non parla ancora, non gattona ancora… eppure, con gesti e caparbietà, dimostra di essere magicamente attratto da uno strano palazzo (al numero civico 39), fuori dal percorso abituale usato da Alicia con il passeggino; ma ogni volta Rafael lo indica con decisione e Alicia deve deviare per accontentarlo.

Infine c’è Hugo, che è poi il personaggio centrale (si noti che il titolo originale del libro è Una vida para Hugo).
Chi è Hugo? Figlio di una ricca famiglia, è alunno di Lira. Fragile di carattere, introverso, timido, vittima del bullismo dei compagni di classe. Lira lo prende in tenera simpatia, anche perché è molto intelligente e creativo: lo ama come un figlio.
Ma una sera Hugo porta la spazzatura ai contenitori e… non torna più. Lo trovano cadavere, una manciata di giorni dopo, in una discarica.

E qui mi fermo, per non privare il lettore di una catena di sorprese e, perciò, di una golosa lettura.

Per molti, la narrazione potrà risultare uno sconfinamento un po’ “arrogante” della fantasia nella fantasticheria. C’è una fase di mistero, un’ipotesi di metempsicosi. Ma via: è un romanzo, e il romanzo è sempre “finzione”. Ci sono opere di grandi autori di fantascienza o di forzata finzione che sono capolavori: si pensi a Verne, Wallace, Wells… allo stesso Dante (Commedia).

Il racconto ha una sua profondità: si avvita, affonda nel mistero, compie un bel carotaggio del comportamento umano — conscio, subconscio, inconscio. Bello, con un flusso narrativo accattivante. Spicca la compostezza formale: semplice, lineare, ma elegante; merito anche della traduttrice.