Consigli di lettura per adulti… e non solo – N°6

Una rubrica a cura di Fratel Claudio Alberti

Ogni settimana, uno spazio dedicato a chi ama leggere e a chi cerca ispirazione tra le pagine di un buon libro. Nasce “Consigli di lettura per adulti… e non solo”, una nuova rubrica curata da fratel Claudio Alberti, che proporrà brevi recensioni di testi scelti per offrire spunti di riflessione, crescita personale e piacere della lettura.
Pensata soprattutto per genitori e docenti, la rubrica intende diventare un appuntamento fisso per condividere il valore educativo e umano della lettura, con libri che parlano alla mente e al cuore.

RECENSIONE N. 6

Titolo = L’ARTE RAZZIATA DAI NAZISTI
Autore = FABIO ISMAN
Editore = IL MULINO
Genere = STORIA

Un libro che irretisce e coinvolge. Si legge come un “giallo”, ed è un “giallo”. Si legge come un “poliziesco”, ed è sovente un “poliziesco”. Si legge come una “storia”, ed è tutto, solamente e unicamente, una storia: pastellata di “giallo” e di “poliziesco”. Paragrafo di una storia che non è tuttora terminata o, come dice l’autore, “racconto di un passato che non passa”; o ancora, “museo delle assenze”, perché pitture, sculture, reperti antichi e affini che mancano ancora all’appello sarebbero almeno centomila: un grande museo vuoto, surreale o, come recita il sottotitolo del libro, Gli ultimi prigionieri di guerra.

I nazisti non sono stati solo assassini di milioni di persone, responsabili di genocidi dal tragico primato storico. Per mania di protagonismo (selvaggio e barbarico) e per adornare faraoniche ville, castelli, case, attici e superattici con opere d’arte prestigiose (che non capivano affatto), hanno razziato ovunque siano passati.

Il libro suscita rabbia, poi gioia, poi speranza: rabbia per la razzia; gioia per il ritrovamento o la dovuta restituzione; speranza di ritrovare gli introvabili, che sembrano ingoiati dal nulla.

Il contenuto della storia artiglia appena si mette piede nel racconto; non bella nella sua prima parte (la storia, non l’opera!), dove è appunto di scena la rapina; poi, in molti casi, si risolve nel finale come una classica comoedia, con la ricomparsa di quanto ricercato. Nella maggior parte dei casi, i ritrovamenti avvengono per merito del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (T.P.C.).

Eppure, quante opere sono sparite nel nulla, ingoiate da un buco nero, come quel meraviglioso, splendido Ritratto di giovane di Raffaello: scomparso come fosse inventato in sogno, mai esistito. Eppure è lì, nelle foto del libro, come sola testimonianza d’archivio.

La narrazione (totalmente storica, lo ribadisco) è fluida e avvincente: opera di un grande esperto d’arte, di un giornalista rigoroso e scrupoloso nel e del mestiere, che scrive perché conosce, perché sa. Voi che ne direte? Perché il saggio è eccellente: da leggere.